Domenica 22 marzo 2026
Anno A del Lezionario, in cui si leggono soprattutto brani tratti dal vangelo di Matteo
Omelìa di don François Djob Biba
Cari fratelli e sorelle,
in questa quinta domenica di Quaresima la liturgia ci invita a guardare ciò che il Signore sta facendo dentro di noi: un’opera di vita nuova. È il cammino di conversione, in cui riscopriamo la grazia del nostro battesimo.
La prima lettura ci consegna una promessa straordinaria. Dio dice: “Aprirò i vostri sepolcri… Vi farò uscire dalle vostre tombe…e rivivrete.” Non parla solo della morte fisica, ma di tutte quelle situazioni in cui ci sentiamo chiusi, senza speranza, come morti dentro. E Dio ci dice: proprio da lì io posso farti uscire.
San Paolo, nella seconda lettura, ci ricorda che questa vita nuova è opera dello Spirito Santo. Se lo Spirito di Dio abita in noi, allora siamo vivi davvero. Non siamo più sotto il dominio della paura o del peccato, ma siamo figli, chiamati come Gesù.
E arriviamo al Vangelo, al cuore di questa domenica: la resurrezione di Lazzaro. Gesù dice a Marta una frase decisiva: “Io sono la resurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà “E poi le chiede: “Credi questo?” È la stessa domanda che oggi Gesù fa a ciascuno di noi. Credi davvero che lui può darti vita? Credi che può toccare anche le situazioni più chiuse della tua vita? Lazzaro era morto da giorni. Ormai tutto sembrava finito. Eppure Gesù arriva e grida. “Lazzaro viene fuori” E il morto esce.
Fratelli e sorelle, questa parola oggi è per noi: “Vieni fuori”. Vieni fuori da ciò che ti blocca, da ciò che ti spegne, da ciò che sa di morte dentro di te. Il Signore non ha paura delle nostre ferite, non ha paura delle nostre zone più buie. Entra proprio lì per portare vita. E allora facciamo nostra la risposta di Marta: “Sì Signore, Io credo.”
Sia lodato Gesù Cristo.
