Domenica 18 gennaio 2026
Anno A del Lezionario, in cui si leggono soprattutto brani tratti dal vangelo di Matteo
Omelìa di don Francois Djob Biba
Cari fratelli e sorelle,
in questa seconda domenica del tempo ordinario la liturgia ci conduce al cuore della rivelazione di Gesù. Egli è l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo, il figlio di Dio, il Salvatore Redentore dell’umanità, il principe della pace. Al centro di questa liturgia c’è la testimonianza di Giovanni Battista, fondata su due verbi decisivi: “ho visto” e “ho testimoniato”, vedere e testimoniare sono sempre legati tra loro: ciò che Giovanni ha visto, egli lo consegna a noi oggi, perché anche noi diventiamo partecipi della rivelazione di Gesù.
Ecco allora che risuonano, come rivolte a noi, le parole del profeta Isaia: ” È troppo poco che tu sia mio servo…io ti renderò luce delle nazioni.” la testimonianza di Giovanni Battista genera in noi la fede dei profeti, una fede capace di farci risplendere nel mondo e di portare la luce di Cristo a tutti.
Alla luce dell’incontro di Gesù con la Chiesa anche oggi preghiamo il Salmo 39 come un’unica voce, come un solo corpo, e il ritornello che ripetiamo dice tutto. ” Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà”.
Nella seconda lettura, l’apostolo Paolo ci mostra cosa accade quando accogliamo nel cuore questa testimonianza di Fede. Con parole semplici e cariche di affetto, Paolo saluta la comunità di Corinto: “grazie a voi e pace da Dio”. È così che si salutano i cristiani con grazia e pace.
È Gesù, l’agnello di Dio, che ci dona questa libertà nuova: una confidenza filiale con Dio che libera il cuore e ci rende capaci di accogliere e donare la pace.
Nel vangelo secondo Giovanni, ascoltiamo parole semplici, ma profondissime: Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie i peccati del mondo!” Giovanni non parla per sentito dire: parla di un’esperienza vissuta. Dice ancora ” Ho contemplato lo spirito scendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui.” Questa è una testimonianza centrale per la nostra fede. Giovanni ha incontrato il Figlio di Dio, l’agnello di Dio. E oggi, anche per noi, Gesù e l’agnello che si dona e ci ama fino in fondo e rende possibile l’incontro con lui in questa celebrazione domenicale, nella comunione di tutti i credenti.
Possa il Signore, in questa seconda domenica del tempo ordinario, donarci la grazia di una fede più viva, capace di generare vita e pace intorno a noi.
Sia lodato Gesù Cristo.
