Omelìa della III domenica del Tempo Ordinario

Domenica 25 gennaio 2026

Anno A del Lezionario, in cui si leggono soprattutto brani tratti dal vangelo di Matteo

Omelìa di don Tito Rovai

 

L’uscita di scena del Battista segna un momento favorevole, perché Gesù inizi la sua attività missionaria a Cafarnao, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: “Territorio chiamato delle genti” in segno di disprezzo perché abitato da gente meticcia. Ma contro l’antica maledizione per quella terra periferica “una luce rifulge”: è la presenza di Gesù che realizza la fedeltà di Dio alle sue promesse. È la logica della Provvidenza, che non parte dal centro, ma dalla periferia; partire dagli ultimi, dagli scartati della società. Nella persona di Gesù si rende vicino il Regno di Dio: è il modo di ragionare di Gesù. “Strada facendo predicate che il Regno di Dio è vicino.” Cafarnao, dunque, è la nuova abitazione di Gesù sul lago di Tiberiade, chiamato comunemente “mare di galilea”, le lande più desolate della vita umana. Per i quattro invitati a lasciare reti e barche l’immagine di divenire pescatori di uomini appare più chiara.

Oggi le nostre città assomigliano molto alla Galilea, che Gesù ha scelto per dare inizio alla sua missione. Oggi i cristiani, quelli veri che credono, hanno colleghi di lavoro che non credono in Dio, vicini di casa che professano religioni diverse dal cristianesimo. Siamo nella condizione degli apostoli che iniziano con Gesù una missione difficile. Ci sentiamo smarriti quando ci rendiamo conto di essere una piccola minoranza dispersi in mezzo a persone che hanno una visione del mondo diverso dalla nostra. Dovremmo invece sentirci più privilegiati, noi cristiani di oggi, perché possiamo capire meglio degli altri l’annuncio di Cristo.

Una volta il nostro modo di credere era custodito dai nostri riti, dalle nostre tradizioni più o meno pagane, e non ci dispiace accogliere il dono che il Signore ci fa oggi, farci cioè vivere la sua stessa scelta: vivere la Galilea delle genti, imparare ad apprezzare le culture, i linguaggi, i gesti, il modo di interpretare gli uomini di oggi.

“Convertitevi perché il Regno dei cieli è vicino”. Anche oggi Dio è presente e agisce, offrendo ad ognuno di noi la possibilità di veder cambiata la sua vita. Ci chiede una sola cosa: che ci si fidi di Lui, che la sua parola diventi l’unico punto di riferimento. Il Vangelo, in effetti, ci mette davanti un’immagine viva di ciò che significa credere, essere disposti a lasciare tutto, pur di seguire Gesù.

 

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