Domenica 26 aprile 2026
Anno A del Lezionario, in cui si leggono soprattutto brani tratti dal vangelo di Matteo
Omelìa di don François Djob Biba
Cari fratelli e sorelle,
Oggi celebriamo la quarta domenica di Pasqua, la quale è dedicata alla giornata di preghiera per le vocazioni sacerdotali e religiose. Un giorno in cui la Chiesa ci invita a riflettere profondamente sull’immagine del Buon Pastore. Colui che conosce le sue pecore e che dà la sua vita per esse. Ma cosa significa per noi questa immagine di Gesù, il Buon Pastore, nella nostra vita quotidiana?
La prima lettura ci riporta il discorso di Pietro alla Pentecoste, dove annuncia con forza che Gesù è il Signore e il Cristo, il Messia promesso, la fonte della nostra salvezza. Questo annuncio è un invito alla conversione; ascoltare la voce di Gesù e rispondere con una vita trasformata. Come fanno coloro che vengono battezzati quel giorno a Gerusalemme. Il loro cuore si apre alla Parola di Dio e scelgono di seguire la via di Cristo. Quando attraversi un periodo di dubbio o confusione nella tua vita, passa un momento di preghiera nella chiesa, forse non riceverai una risposta immediata ai tuoi problemi, ma avvertirai l’amore di Dio come una presenza confortante.
Nella seconda lettura, l’Apostolo Pietro ci invita a guardare a Gesù, il modello perfetto di sofferenza e umiltà. Ci dice: “Non ha commesso peccato e nella sua bocca non c’era inganno” Il Buon Pastore è colui, che nonostante la violenza e l’ingiustizia rimane fedele alla sua missione di salvezza. Nelle nostre vite, quando incontriamo sofferenza o difficoltà, possiamo guardare a Gesù, il nostro Pastore, che ci precede e ci guida verso la guarigione interiore.
Nel Vangelo, Gesù si presenta come il Buon Pastore, colui che conosce le sue pecore e che è pronto a dare la sua vita per esse. Si distingue dai ladri, dai mercenari che non si preoccupano delle pecore e si ritengono indispensabili, ma sono lì per i loro interessi. Gesù, invece, è colui che si dà completamente. Parla di sé come della porta attraverso la quale le pecore devono passare per trovare la vita. Papa Leone rivolgendosi ai giovani in Camerun ha detto:” Siate protagonisti del futuro, seguendo la vocazione che Dio dona a ciascuno, senza lasciarvi comprare da tentazioni che sperperano le energie e non servono al progresso della società”. A loro indica come esempio Floribert Bwana Chiu, il giovane congolese ucciso per essersi opposto al malaffare e primo beato del pontificato di Papa Leone.
Chiediamo al Signore di tenerci lontani dalle voci che diffondono false ideologie.
Sia lodato Gesù Cristo.
