Domenica 1 marzo 2026
Anno A del Lezionario, in cui si leggono soprattutto brani tratti dal vangelo di Matteo
Omelìa di don François Djob Biba
Fratelli e sorelle,
in questa seconda Domenica di Quaresima, la liturgia ci fa passare dalla prova del deserto alla luce splendente della Trasfigurazione. Come se la Chiesa volesse dirci: il cammino della Quaresima è esigente, ma è orientato verso la gloria.
Nel libro della Genesi, Dio dice ad Abramo: ”Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre.” Tutto comincia con una partenza. Abramo non sa né dove va, né come si compiranno le promesse di Dio. Riceve soltanto una parola: “Farò di te una grande nazione… In te saranno benedette tutte le famiglie della terra.” La fede biblica inizia con la fiducia. Abramo cammina nell’oscurità, ma cammina sostenuto da una promessa. E questa promessa è universale: attraverso di lui tutte le nazioni saranno benedette. Già si intravede la salvezza per tutti. La Quaresima è forse per noi quel tempo in cui Dio ci dice ancora: “Lascia…”. Lascia le tue sicurezze, le tue abitudini, le tue paure. Abbi fiducia in me.
Così anche il salmo riprende questa fiducia: “Il Signore è mia luce e mia salvezza.” Questo grido non è ingenuo. Nasce spesso nel cuore della prova. La fede non è assenza di oscurità; è scegliere di appoggiarsi a Dio nonostante l’oscurità. “Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.” È esattamente l’atteggiamento di Abramo: una certezza fondata non sulle circostanze, ma sulla fedeltà di Dio. Questa fedeltà di Dio suscita una risposta coraggiosa.
San Paolo scrive a Timoteo: “Con la forza di Dio, prendi anche tu la tua parte di sofferenza per l’annuncio del Vangelo.” Ritroviamo la stessa dinamica del Vangelo della Trasfigurazione. Prima della luce definitiva, c’è la partecipazione alla sofferenza. Paolo ricorda che siamo salvati “non per le nostre opere, ma per la sua grazia”. Tutto è dono. Come per Abramo: l’iniziativa viene da Dio. Come sul monte: la luce viene dall’alto. Ma questa grazia chiede una risposta: non vergognarsi del Vangelo. Paolo scrive dalla prigione. Parla per esperienza. La fede non è una teoria: coinvolge tutta la vita. E afferma anche che Cristo ha “vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità per mezzo del Vangelo”. Ecco la vera trasfigurazione: perfino la morte è trasformata.
Nel Vangelo secondo Matteo, Gesù conduce Pietro, Giacomo e Giovanni su un alto monte. E lì si trasfigura: il suo volto diventa splendente come il sole. Perché questo evento proprio in quel momento? Perché Gesù ha appena annunciato la sua Passione. I discepoli sono sconvolti. Allora, prima di scendere verso Gerusalemme, prima della Croce, ricevono una luce. Come se Dio dicesse loro: “Non dimenticate ciò che avete visto quando verrà l’ora della prova.” La voce del Padre risuona: “Questi è il Figlio mio, l’amato… Ascoltatelo.” Non dice: “Guardatelo, né Ammiratelo, ma Ascoltatelo.” La fede non consiste nel cercare esperienze straordinarie, ma nell’ascoltare la Parola, nel fidarsi di essa, anche quando parla di Croce. Perché la gloria passa attraverso la Croce. Mosè ed Elia appaiono accanto a Gesù: la Legge e i Profeti. Tutta la storia biblica converge verso di lui. In Gesù si compie la promessa fatta ad Abramo. La benedizione promessa a tutte le nazioni passa attraverso questo Figlio amato. Ma questa benedizione passerà attraverso il dono totale della sua vita. Pietro vorrebbe piantare tre tende. Vorrebbe fermare l’istante, restare nella luce. Ma non ci si stabilisce sul monte. Bisogna scendere. Bisogna camminare verso Gerusalemme.
La Quaresima non è una parentesi spirituale confortevole. È un cammino che ci prepara a seguire Cristo fino al dono di noi stessi. Anche noi abbiamo le nostre montagne e le nostre valli. Ci sono momenti di luce, in cui tutto sembra chiaro. E ci sono momenti di notte.
In questa Quaresima chiediamo la grazia di camminare anche senza capire tutto. Chiediamo la grazia di ascoltare di più la Parola. Chiediamo la grazia di credere che, dietro ogni Croce, Dio prepara già la luce della Pasqua.
Sia lodato Gesù Cristo.
