XVI Domenica del Tempo Ordinario

Domenica 19 luglio 2026

Anno A del Lezionario, in cui si leggono soprattutto brani tratti dal vangelo di Matteo

Omelia di Don François Djob Biba.

Fratelli e Sorelle,

le letture di questa domenica ci parlano tutti della pazienza di Dio. Non di una pazienza che chiude gli occhi davanti al male, ma di una pazienza che nasce dal suo amore e dal suo desiderio di salvare ogni uomo.

Nella prima lettura, il libro della Sapienza risponde a una domanda, che da sempre accompagna l’umanità: “Se Dio è onnipotente, perché lascia che il male continui a esistere? La risposta è sorprendente: proprio perché è onnipotente, Dio può permettersi di essere paziente. Chi è debole sente il bisogno di imporsi; Chi è veramente forte sa attendere.

Questa chiave di lettura ci aiuta a comprendere il Vangelo. Nella parabola della zizzania, i servi vorrebbero intervenire subito: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?” È anche la nostra reazione. Ma Gesù risponde: No, lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura.

Perché? Perché solo Dio conosce davvero il cuore dell’uomo. Noi vediamo l’apparenza. Lui vede ciò che una persona può diventare con la sua Grazia (Pietro, Paolo, Agostino). Questa parabola ci invita anche a guardarci dentro. È facile vedere la zizzania negli altri, ma il campo di cui parla Gesù è anzitutto il nostro cuore.

 San Paolo, nella seconda lettura, ci incoraggia. Questa trasformazione non dipende solo dai nostri sforzi. “Lo spirito viene in aiuto alla nostra debolezza.”

Infine Gesù racconta due brevi parabole: quella del granello di senape e quella del lievito. Sono immagini di speranza. Il granello di senape è piccolissimo, eppure diventa un grande arbusto. Il lievito è quasi invisibile, ma fa fermentare tutta la pasta. Nessun gesto di amore è inutile. Una parola di perdono, una visita a una persona sola, una preghiera fatta con Fede, un servizio umile e nascosto possono diventare, nelle mani di Dio il principio di una trasformazione che noi non possiamo nemmeno immaginare.

Chiediamo allora al signore tre doni:

  • La pazienza con noi stessi.
  • La pazienza verso gli altri
  • Una fede salda.

Maria, che ha accolto il seme della parola nel suo cuore, ci insegni ad avere fiducia nei tempi di Dio e a collaborare con gioia alla crescita del suo regno.

Sia lodato Gesù Cristo.

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