Domenica 17 maggio 2026
Anno A del Lezionario, in cui si leggono soprattutto brani tratti dal vangelo di Matteo
Omelìa di don François Djob Biba
Carissimi fratelli e sorelle,
nel racconto dell’Ascensione scritto da Luca all’inizio degli Atti degli Apostoli, gli angeli che appaiono agli apostoli trasmettono lo stesso messaggio: “Galilei, perché state a guardare il cielo?” La morte di Gesù era stata per i discepoli, e in particolare per gli apostoli, una profonda tragedia. Per seguirlo avevano abbandonato tutto. Il loro stato d’animo è quello dei discepoli di Emmaus: ” Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele… e invece…”
Il testo di Matteo, che abbiamo appena letto, ci riporta le Parole di Gesù durante questa ultima apparizione. Egli afferma anzitutto ai suoi discepoli: “Ogni potere mi è stato dato in cielo e in terra”. Cristo ha piena autorità sui suoi discepoli, e li invia così come il Padre aveva inviato lui.” La loro missione è: “Fare discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che Egli aveva loro comandato”.
Come lo faranno? Essenzialmente essendo suoi testimoni attraverso la propria vita.
Dove troveranno la forza di compiere questa missione?
Nella semplice promessa che Gesù fa loro: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.
Questa missione trasmessa ai discepoli è anche la nostra. Qualunque sia la nostra vocazione particolare all’interno della chiesa – che siamo persone sposate, sacerdoti, catechisti, ministri straordinari, sagrestano – siamo tutti chiamati a essere testimoni del Cristo risorto attraverso la nostra vita cristiana.
Chiediamo dunque al Signore, nel corso di questa Eucaristia, di essere sempre fedeli a questa missione, forti della certezza che egli è sempre con noi.
Sia lodato Gesù Cristo
