Domenica 2 agosto 2026
Anno A del Lezionario, in cui si leggono soprattutto brani tratti dal vangelo di Matteo
Omelia di Don François Djob Biba.
Fratelli e sorelle carissimi,
la Parola di Dio ci pone oggi una domanda molto semplice: di che cosa abbiamo veramente fame?
Isaia ci dice: «Voi tutti assetati, venite!». Dio ci invita a ricevere gratuitamente ciò che può davvero saziare il nostro cuore. Spesso spendiamo tante energie cercando la felicità nel denaro, nel successo, nei beni materiali o nell’approvazione degli altri. Eppure Dio ci ricorda che il suo amore è gratuito e che la sua grazia non si può comprare.
Nel Vangelo, Gesù vede una folla stanca e affamata. Potrebbe congedarla, ma ne prova compassione. I discepoli, invece, vedono soprattutto il problema: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci». Gesù risponde loro: «Voi stessi date loro da mangiare».
Ecco una delle grandi lezioni di questo Vangelo: Dio non ci chiede di avere molto; ci chiede di offrirgli ciò che abbiamo. Cinque pani e due pesci sono ben poca cosa per una folla così numerosa. Ma nelle mani di Gesù, quel poco diventa abbondanza.
Anche noi, a volte, possiamo pensare: «Non ho molto da dare: ho poco tempo, poche risorse, poche forze, poche capacità». Ma ciò che ai nostri occhi sembra insufficiente può diventare fecondo quando lo mettiamo nelle mani del Signore.
Il miracolo comincia quando smettiamo di trattenere per noi ciò che abbiamo e accettiamo di condividerlo.
Chiediamo allora al Signore di donarci un cuore simile al suo: un cuore capace di vedere la fame dell’altro, di non mandare via nessuno, di condividere e di fidarsi di Dio.
Ricordiamoci soprattutto questo: là dove noi vediamo la mancanza, Dio può far nascere l’abbondanza; là dove vediamo i nostri limiti, Dio vede ancora una possibilità di amare.
Sia lodato Gesù Cristo.
