XIII domenica del tempo Ordinario
Anno A del Lezionario, in cui si leggono soprattutto brani tratti dal vangelo di Matteo
Omelìa di Don Francois Djob Biba
Cari fratelli e sorelle,
le letture di questa domenica ci parlano di accoglienza, di fedeltà e del dono di sé.
Nella prima lettura incontriamo la donna di Sunem, che accoglie con grande generosità il profeta Eliseo. Non cerca una ricompensa, né un riconoscimento. Apre semplicemente la sua casa, perché lo riconosce come uomo di Dio. Questa accoglienza gratuita diventa sorgente di benedizione: riceverà un figlio, proprio quando ormai non osava più sperarlo.
Il Vangelo sviluppa lo stesso tema. Gesù afferma: “Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie Colui che mi ha mandato.” Dietro ogni discepolo c’è Cristo stesso. Ma Gesù va oltre. Ci chiede di metterlo al primo posto, persino prima dei legami familiari, che pure sono preziosi. Cioè amare tutti e tutto a partire da Dio. Quando Dio occupa il primo posto nella nostra vita, il nostro amore diventa più libero, più autentico e più profondo. Quando Gesù dice: “Chi avrà trovato la propria vita la perderà, ma chi avrà perduto la propria vita per causa mia la troverà ” è un modo di affermare che la vera vita si scopre nel dono di sé.
La seconda lettura, tratta dalla lettera di San Paolo ai Romani, ci ricorda che con il Battesimo siamo uniti alla morte e alla risurrezione di Cristo. Non viviamo più per soltanto per noi stessi. Ogni giorno siamo chiamati a fare morire l’egoismo, perché possa crescere in noi la vita del Risorto. Cioè accogliere, servire, condividere, ascoltare, consolare: sono questi i gesti attraverso i quali Dio continua a operare nel mondo.
Chiediamo oggi al Signore la grazia di un cuore accogliente, capace di riconoscere la sua presenza nelle persone che mette sul nostro cammino.
Sia lodato Gesù Cristo.
