XII domenica del tempo Ordinario
Anno A del Lezionario, in cui si leggono soprattutto brani tratti dal vangelo di Matteo
Omelìa di Don Francois Djob Biba
Fratelli e sorelle,
Le letture di questa domenica ci parlano di una realtà che ogni credente conosce, prima o poi: la paura. La paura del giudizio degli altri, la paura di fallire, di non essere compresi e talvolta persino la paura di testimoniare la propria fede.
Il profeta Geremia ne fa esperienza in prima persona. Attorno a lui sente parole di minaccia e di rifiuto. Persone che un tempo gli erano vicine diventano talvolta suoi oppositori. Eppure, nel cuore della prova, egli proclama: “Il Signore è al mio fianco come un prode valoroso”. Geremia scopre che la fiducia in Dio non elimina le difficoltà, ma dona la forza di attraversarle.
Nel Vangelo, Gesù si rivolge ai suoi discepoli nel momento in cui li invia in missione. Non promette loro una strada facile. Sa bene che incontreranno opposizioni e incomprensioni. Tuttavia, per ben tre volte, ripete: ” Non abbiate paura”.
Questa insistenza è significativa. Se Gesù ripete queste parole, è perché conosce il cuore umano. La paura è spesso il primo ostacolo alla fede. Ci spinge a tacere quando dovremmo parlare, a chiuderci quando dovremmo aprirci, a nascondere la nostra speranza proprio il mondo ne ha più bisogno. Ma Gesù ci offre anche le ragioni per non avere paura.
Anzitutto, perché la verità alla fine viene sempre alla luce. Ciò che è nascosto sarà conosciuto. Il regno di Dio è opera di Dio stesso.
In secondo luogo, perché ciascuno di noi ha un valore infinito agli occhi del Padre. Dio conosce ciascuno personalmente. Nessuna delle nostre lotte, delle nostre sofferenze o delle nostre fedeltà nascoste gli sfugge.
Infine, San Paolo ci ricorda che la storia dell’umanità non è prigioniera del peccato e della morte. Certo, il male esiste ed è reale. Ma la grazia di Dio è ancora più potente. Là dove il peccato ha ferito l’umanità, Cristo ha portato una sovrabbondanza di vita.
Chiediamo al Signore, in questa Eucaristia, la grazia di ascoltare personalmente la sua parola: “Non temere. Tu sei prezioso ai miei occhi.” Così potremmo diventare, nelle nostre famiglie, testimoni sereni della speranza, che Dio ci offre.
Sia lodato Gesù Cristo.
