Domenica 7 giugno 2026

Solennità del SS. Corpo e Sangue di Cristo

Anno A del Lezionario, in cui si leggono soprattutto brani tratti dal vangelo di Matteo

 

Omelìa di Don Francois Djob Biba

 Fratelli e sorelle,
in questa Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo la parola di Dio ci invita anzitutto a fare memoria.

Nella prima lettura, il libro del Deuteronomio parla del deserto, quel tempo non fu soltanto una prova, ma una vera scuola di fiducia. Israele imparò che l’uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Questa lettura ci aiuta a comprendere il mistero dell’Eucaristia. Dio non vuole nutrire soltanto il nostro corpo; desidera nutrire il nostro cuore, la nostra fede, la nostra speranza.

Nella seconda lettura, San Paolo ci ricorda un’altra dimensione fondamentale dell’Eucaristia: Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo “Comunicare al Corpo di Cristo significa entrare in una comunione autentica con i fratelli e sorelle.” Per questo ogni messa è anche un invio.

Nel Vangelo secondo Giovanni, Gesù compie un passo vivo: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo”. L’Eucaristia non è soltanto il ricordo dell’Ultima Cena, ma la presenza viva e reale del Cristo risorto in mezzo a noi. Viviamo in un mondo in cui molti cercano ciò che possa saziare la loro fame: fame di successo, di affetto, di sicurezza, di riconoscimento. Rimane spesso nel cuore una sete più profonda. Solo Gesù può colmare il desiderio di vita piena e di eternità che abita il cuore umano.

Chiediamo al Signore la grazia di riscoprire la grandezza del dono che ci viene fatto.
Sia lodato Gesù Cristo.

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