Visita della Comunità Parrocchiale di Vico Alto alla città di Arezzo

Breve report della gita ad Arezzo
a cura di Giuseppe Botta
Presidente dell’Oratorio ANSPI Don Zeno di Vico Alto a Siena

Sabato 11 aprile 2026 le due comunità della Parrocchia della Beata Anna Maria Taigi di Vico Alto e della Parrocchia del Beato Ambrogio Sansedoni di Belverde si sono recate con una gita organizzata dall’Oratorio Don Zeno nella città di Arezzo. La giornata è iniziata con la visita alla Basilica di San Domenico, dove è collocato sull’altare maggiore il celebre Crocifisso di Cimabue, un capolavoro del Duecento, che raffigura il Christus patiens, cioè il Cristo sofferente. Di lì siamo andati a visitare la Chiesa di Santa Maria alla Pieve, capolavoro dell’architettura romanica toscana, uno dei monumenti più iconici ed affascinanti di Arezzo con il suo campanile, detto delle cento buche. L’interno a tre navate custodisce il Crocifisso del Margaritone, immagine del Cristo trionfante, ed il Polittico di Pietro Lorenzetti e mostra un presbiterio rialzato sulla cripta del XII secolo, dove è conservato il cranio di San Donato, il Patrono di Arezzo. Alle spalle della Pieve si è poi ammirata la Piazza Grande,  il cuore scenografico della città, facilmente riconoscibile tra le numerosissime piazze d’Italia, perché è inclinata, è trapezoidale ed è chiusa nel lato superiore dallo splendido Palazzo delle Logge, progettato nel 1573 da Giorgio Vasari. È un luogo che non si limita a essere bello: è un vero e proprio teatro urbano, dove la città ha messo in scena la sua storia, la sua giustizia, i suoi mercati, le sue feste e le sue rivalità cittadine con la giostra del Saracino, ed è in questa piazza che furono girate anni fa alcune scene cinematografiche del film “La vita è bella” di Roberto Benigni. Da ultimo ci siamo inerpicati per una ripida stradina fino in cima al colle di San Pietro, per andare a visitare la Cattedrale costruita in stile gotico nel punto più alto della città. Il Duomo di Arezzo, dedicato a San Pietro apostolo e a San Donato, presenta una facciata neogotica con un portale trecentesco ed una scalinata esterna in travertino del settecento, dove è stata scattata la foto di gruppo a ricordo della giornata, mentre al suo interno, fatto da tre navate con volta a crociera, è custodita la Maddalena di Piero della Francesca e la splendida Arca di San Donato, dove è conservato il corpo del santo. Pregevoli e tra le più belle d’Italia sono le vetrate di Guillaume de Marcillat; molto interessante la Fonte battesimale con un bassorilievo attribuito a Donatello e il coro ligneo con il cenotafio di Guido Tarlati; nella navata laterale di sinistra si apre infine la Cappella della Madonna del Conforto, piccola immagine in terracotta raffigurante la Madonna di Provenzano, divenuta nei secoli l’immagine mariana più amata e identitaria degli aretini, vero e proprio cuore della devozione cittadina. Come hanno fatto notare le 2 guide che ci hanno accompagnato nel nostro percorso e spiegato con dovizia di particolari le opere d’arte che abbiamo ammirato, la cattedrale è un compendio di sette secoli di arte sacra: dal gotico puro delle prime campate al Rinascimento vasariano, fino alle vetrate del Marcillat e agli interventi strutturali moderni. Terminata la visita tra arte e storia della città, ci siamo recati al Seminario Vescovile, dove delle brave signore aretine hanno preparato un gustoso e succulento pranzo, da Noi consumato in un clima di grande amicizia, serenità e condivisione fraterna. Trascorse nel pomeriggio alcune ore di svago per le strade di Arezzo, siamo rientrati a Siena poco prima delle ore 18 in tempo utile, perché il Parroco Don Tito potesse celebrare la Santa Messa prefestiva del sabato sera.

Quanto scritto, è stato anche immortalato nelle immagini, che vengono più sotto riportate, per mantenere vivo il ricordo in coloro che hanno partecipato alla gioiosa e (credo) indimenticabile giornata trascorsa nella città di Arezzo.

 

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